Spaghetti alla puttanesca napoletana: come si prepara secondo la tradizione

C’è un tipo di sugo che sembra nato per salvarti la cena quando hai poco tempo, ma zero voglia di mangiare qualcosa di banale. Profuma di mare e di dispensa, pizzica al punto giusto e, soprattutto, si prepara mentre l’acqua della pasta arriva a bollore. La puttanesca napoletana è proprio questo: un piccolo colpo di teatro in padella, rapido e saporito, e con una regola chiara se vuoi restare fedele alla tradizione, senza acciughe.

Origine: Napoli, Ischia e un nome che non si dimentica

A Napoli la chiamano anche “aulive e chiapparielli”, olive e capperi, ed è uno di quei piatti contesi tra territori, raccontato tra Napoli e Ischia, spesso tirato in ballo anche nel Lazio. La verità più credibile, però, è semplice: nasce come ricetta furba, da ingredienti sempre disponibili. Pomodori pelati, olive, capperi, aglio, peperoncino, prezzemolo. E in 10-15 minuti il sugo è pronto.

Il punto importante, se stai cercando la versione napoletana, è uno: nella variante tradizionale non si usano le acciughe, più tipiche di interpretazioni laziali o “romane”. Qui il sapore deciso lo fanno olive e capperi, con il pomodoro che lega tutto.

Ingredienti (per 4 persone)

  • 400 g di spaghetti (meglio se trafilati al bronzo, tipo Gragnano)
  • 400-600 g di pomodori pelati (San Marzano, schiacciati a mano)
  • 150-200 g di olive nere di Gaeta denocciolate (una parte tritata grossolanamente)
  • 20-30 g di capperi sotto sale, dissalati e sciacquati
  • 1 spicchio d’aglio (a metà o tritato)
  • 1 peperoncino fresco o secco (a piacere)
  • 4-5 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • Prezzemolo fresco tritato q.b.
  • Sale q.b. (pochissimo)

Parola d’ordine: equilibrio. Capperi e olive sono già intensi, quindi il sale va dosato con cautela.

Metodo: passo per passo, senza stress

  1. Prepara in anticipo quello che serve
    Sciacqua bene i capperi dal sale. Denocciola le olive, poi tagliane una parte a metà e tritane un’altra grossolanamente: dà una consistenza più “avvolgente” al sugo. Schiaccia i pelati con le mani, così restano rustici.

  2. Metti su l’acqua della pasta
    Porta a bollore, poi sala poco. Cuoci gli spaghetti al dente.

  3. Fai partire il sugo
    In una padella larga scalda l’olio con aglio e peperoncino. Appena l’aglio inizia a dorare (non bruciarlo, è un attimo), aggiungi capperi e olive. Lascia insaporire circa 1 minuto.

  4. Pomodoro e cottura rapida
    Unisci i pelati schiacciati, mescola e cuoci a fuoco medio-basso per 5-10 minuti. Se ti sembra troppo asciutto, aggiungi un goccio di acqua di cottura: deve venire un sugo lucido, non “tirato”.

  5. Mantecatura finale
    Scola gli spaghetti e trasferiscili in padella. Aggiungi un mestolino d’acqua di cottura e salta 1-2 minuti a fuoco vivo, finché il condimento abbraccia la pasta. Spegni e aggiungi prezzemolo fresco.

I dettagli che la rendono davvero napoletana

Ecco i punti che fanno la differenza tra “buona” e “tradizionale”:

  • Olive di Gaeta: sono la firma del piatto, più morbide e aromatiche.
  • Capperi sotto sale (non in aceto): sapore più pulito, ma vanno dissalati bene.
  • Sugo breve: la puttanesca non deve sobbollire mezz’ora, è una ricetta veloce.
  • Niente acciughe: in questa versione la sapidità viene da olive e capperi, non da altro.

Un ultimo consiglio prima di servire

Quando impiatti, fai un piccolo gesto finale: un filo di olio a crudo. Sembra un dettaglio, ma è quello che “accende” tutto. E se vuoi capire perché questo piatto ha un carattere così riconoscibile, basta pensare alla sua base mediterranea, quella che racconta la cucina napoletana con semplicità e coraggio.

Risultato: spaghetti profumati, piccanti il giusto, saporiti senza essere salati, e pronti prima ancora che ti venga il dubbio di ordinare qualcosa fuori.

Redazione Bruciata News

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