C’è un momento, quando mescoli farina e acqua, in cui ti sembra di aver sbagliato tutto: l’impasto è molle, appiccicoso, quasi “vivo”. Eppure è proprio lì che nasce la magia. L’ingrediente inaspettato che trasforma una base qualunque in una focaccia da sogno non è una spezia segreta o un formaggio particolare, è la alta idratazione.
L’ingrediente che non ti aspetti: più acqua, più aria
Quando porti l’acqua all’80-90% rispetto alla farina, succedono due cose fondamentali: l’impasto intrappola meglio i gas della lievitazione e sviluppa una struttura piena di bolle. Il risultato è una focaccia sofficissima, alta, alveolata, con una crosta sottile e un interno che sembra una nuvola.
Sì, all’inizio spaventa. Perché non puoi “impastare come sempre”. Devi imparare a fidarti di riposi e pieghe, e a usare le mani nel modo giusto.
La logica del metodo, meno forza, più pazienza
Qui vincono tre parole chiave:
- Riposo, per dare tempo alla farina di assorbire acqua.
- Pieghe, per rinforzare la maglia senza stressarla.
- Delicatezza, per non schiacciare le bolle che hai creato.
Un passaggio che fa davvero la differenza è l’autolisi: un riposo iniziale che sembra “tempo perso”, ma in realtà rende l’impasto più elastico e gestibile, anche quando è molto idratato.
Ingredienti (teglia 30×40 cm)
- 600 g di farina (meglio una farina forte, oppure 00 più Manitoba)
- 420 g di acqua tiepida (per partire)
- 60-100 g di acqua extra (per la salamoia e, se serve, per regolare l’impasto)
- 3-8 g di lievito di birra (fresco o secco)
- 1-2 cucchiaini di zucchero (facoltativo, aiuta l’attivazione)
- 15-20 g di sale fino
- 3-4 cucchiai di olio extravergine di oliva
- Sale grosso e rosmarino (per la superficie)
Metodo
Attiva il lievito
In una ciotola grande sciogli lievito e zucchero in circa 400-420 g di acqua tiepida. Non deve essere calda, deve solo “comfort”.Mescola senza impastare troppo
Aggiungi la farina e mescola con cucchiaio o forchetta finché non vedi più secco. Verrà un composto molto morbido e appiccicoso, è giusto così.Riposo iniziale (30-60 minuti)
Copri la ciotola e lascia fermo. Questo è il punto in cui l’impasto si sistema da solo e diventa più collaborativo.Sale e olio, poi pieghe
Aggiungi sale e un cucchiaio di olio, incorpora con movimenti brevi. Poi fai un giro di pieghe: con mani bagnate (acqua o olio), prendi un lembo, tiralo e ripiegalo al centro. Ruota la ciotola e ripeti 4 volte.
Fai 2-3 giri di pieghe ogni 30 minuti, per 1 ora e mezza circa.Prima lievitazione (1-2 ore)
Copri e lascia crescere in un posto tiepido, va bene anche il forno spento con luce accesa. Deve gonfiarsi e diventare pieno di bolle.Stesura in teglia, solo polpastrelli
Ungi bene la teglia. Versa l’impasto e stendilo con le dita, senza schiacciare con rabbia. Se si ritira, aspetta 10 minuti e riprova.Seconda lievitazione (30-90 minuti)
Copri e lascia raddoppiare. Qui si costruisce quella morbidezza che poi riconosci al primo morso.La salamoia che “accende” la superficie
Emulsiona 100 ml di acqua con 2 cucchiai di olio. Versala sopra, poi affonda le dita creando le classiche fossette. Completa con rosmarino e sale grosso.Cottura
Forno statico 200-230°C. Inforna in basso per circa 15 minuti, poi sposta al centro finché è dorata (altri 10-20 minuti, dipende dal forno). Sforna su griglia per mantenere la base asciutta.
Errori che rovinano la “nuvola”
- Aggiungere farina “perché appiccica” (così perdi l’alta idratazione).
- Stendere con il mattarello (addio alveoli).
- Saltare i riposi (l’impasto non regge l’aria).
Se vuoi la focaccia davvero soffice, il segreto è questo: accettare un impasto più bagnato del solito e accompagnarlo, passo dopo passo, finché diventa leggero. E quando lo senti sotto le dita, pieno di bolle e promesse, capisci che non era un errore, era il trucco.




