Orecchiette con cime di rapa: la ricetta pugliese spiegata passo dopo passo

C’è un piatto che, appena lo porti in tavola, profuma di casa e di mare insieme, anche se il mare non si vede. È uno di quei primi che sembrano umili, ma appena affondi la forchetta capisci che dentro c’è una piccola lezione di equilibrio: amaro e sapido, piccante e rotondo, verdura e pasta che si cercano fino a diventare una cosa sola.

Perché funziona (davvero) così bene

Il cuore della ricetta è la cottura in un’unica acqua: prima le cime di rapa, poi la pasta nella stessa pentola. Sembra un dettaglio, ma è lì che succede la magia. L’acqua prende carattere, un verde leggero, un amaro gentile, e quando ci cuoci le orecchiette ottieni un sapore più profondo, come se ogni conchiglietta avesse ascoltato la storia della verdura prima di arrivare nel piatto.

E poi c’è il condimento, essenziale e furbo: aglio, olio extravergine d’oliva, peperoncino e, se vuoi il tocco tradizionale, acciughe che si sciolgono quasi senza farsi notare, lasciando solo una scia di sapidità.

Ingredienti (per 4 persone)

  • 400-500 g di orecchiette (fresche o secche)
  • 1 kg di cime di rapa fresche (userai solo le parti tenere)
  • 2-3 spicchi di aglio
  • 4-6 filetti di acciughe sott’olio (opzionali, ma molto tipiche)
  • Peperoncino q.b. (fresco o secco)
  • 50-60 ml di olio extravergine d’oliva (circa 6 cucchiai)
  • Sale grosso q.b.
  • Facoltativo: cacioricotta grattugiata, un filo di olio a crudo

Metodo

  1. Pulisci le cime di rapa con calma
    Stacca le foglie tenere e le cime, elimina i gambi più duri e tutto ciò che è giallo o rovinato. Lavale in acqua fredda, anche due volte, perché spesso trattengono terra tra le foglie.

  2. Sbollenta nell’acqua giusta
    Metti sul fuoco una pentola capiente con acqua e sale grosso. Quando bolle, tuffa le cime di rapa. Cuoci da 2 a 7 minuti, dipende da quanto sono giovani. Devono ammorbidirsi ma restare vive.
    Nota: se vuoi un verde più brillante puoi aggiungere un pizzico di bicarbonato, ma non è indispensabile.

  3. Scola senza perdere il tesoro
    Con una schiumarola trasferisci le cime in un colapasta, ma conserva l’acqua di cottura nella pentola. È la base aromatica della pasta.

  4. Prepara il soffritto che non deve bruciare
    In una padella ampia scalda l’olio extravergine d’oliva con l’aglio (intero schiacciato o a pezzetti). Aggiungi le acciughe e falle sciogliere dolcemente, poi unisci il peperoncino. Qui serve attenzione: fiamma media, profumo sì, amaro di bruciato no.

  5. Salta le cime di rapa
    Versa le cime sbollentate in padella e falle insaporire 2-5 minuti. Devono prendere l’olio e il carattere del soffritto, diventando lucide e profumate.

  6. Cuoci le orecchiette nella stessa acqua
    Riporta a bollore l’acqua delle cime e cuoci le orecchiette. Se sono fresche, bastano pochi minuti. Se sono secche, segui i tempi indicati e assaggiale spesso. Scolale un paio di minuti prima del punto perfetto, tenendo da parte un bicchiere di acqua di cottura.

  7. Amalgama e fai “abbracciare” tutto
    Trasferisci la pasta in padella con le cime. Salta a fuoco vivo e aggiungi poca acqua di cottura alla volta, finché il condimento lega e la pasta finisce di cuocere. Le orecchiette devono trattenere il sugo nelle loro “orecchie”.

Piccoli segreti che cambiano il risultato

  • Non esagerare col sale se usi le acciughe, perché salgono in cattedra in un attimo.
  • Se le cime sono molto amare, una sbollentata leggermente più lunga le addolcisce.
  • Un filo di olio a crudo, alla fine, dà il profumo che ricorda la Puglia anche a occhi chiusi.

Servi subito, caldo, magari con una spolverata di cacioricotta se ti va. E ascolta il silenzio del primo assaggio: di solito dice tutto lui.

Redazione Bruciata News

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