C’è un profumo che, appena sale dalla padella, ti fa capire che stai per portare in tavola qualcosa di davvero romano. I carciofi che sfrigolano piano, l’aglio che profuma l’olio extravergine d’oliva, le erbe fresche buttate all’ultimo, è una di quelle ricette che sembrano semplici, ma sanno farsi ricordare.
Il segreto della “romanesca”: pochi gesti, fatti bene
La padellata alla romanesca è un contorno che gioca tutto su due cose: materia prima fresca e cottura controllata. Con carciofi romaneschi (o violetti) viene naturale, perché sono teneri e saporiti, ma la tecnica funziona bene anche con altri carciofi, basta trattarli con un po’ più di pazienza.
La prima regola è non farli annerire: l’acqua acidulata non è un dettaglio, è ciò che ti permette di pulirli con calma senza ritrovarti spicchi scuri e amari. La seconda regola è non avere fretta: la cottura lenta tira fuori quella morbidezza che fa venire voglia di fare la scarpetta, anche se “è solo un contorno”.
Ingredienti (per 4 porzioni)
- 4-5 carciofi freschi (circa 500 g, meglio romaneschi o violetti)
- 1 limone (solo il succo, per l’acqua acidulata)
- 4-5 cucchiai di olio extravergine d’oliva (circa 50 ml)
- 1-3 spicchi d’aglio (schiacciati)
- Prezzemolo fresco tritato q.b. oppure mentuccia q.b.
- Sale q.b.
- Pepe q.b.
Opzionali, ma molto convincenti:
- Pecorino romano grattugiato q.b. (oppure parmigiano)
- Peperoncino q.b.
- 1 cucchiaino di aceto di mele (per un guizzo di acidità)
Metodo
- Prepara l’acqua acidulata. In una ciotola capiente versa acqua fredda e aggiungi il succo di limone. Ti servirà per immergere i carciofi man mano che li pulisci.
- Pulisci i carciofi senza stressarti. Elimina le foglie esterne più dure, taglia via circa un terzo della punta e rifila il gambo. Se il gambo è fibroso, pelalo con un pelapatate. Dividi i carciofi a spicchi o in quarti, poi tuffali subito nell’acqua acidulata.
- Profuma l’olio. In una padella ampia scalda l’olio a fuoco medio-basso con gli spicchi d’aglio schiacciati (e peperoncino, se ti piace). L’idea è far insaporire l’olio, non bruciare l’aglio, quindi pochi istanti e fiamma dolce.
- Metti i carciofi in padella. Scolali bene e versali nella padella. Mescola per farli “lucidare” d’olio, poi aggiungi sale e pepe. Unisci anche un po’ di prezzemolo o mentuccia, la classica anima aromatica romana.
- Cuoci con attenzione (15-25 minuti). Porta il fuoco a medio, copri e lascia andare, girando spesso. Se vedi che asciugano, aggiungi poca acqua calda, un cucchiaio alla volta. Devono diventare teneri, non bolliti. Se vuoi, a metà cottura puoi sfumare con un cucchiaino di aceto di mele.
- Finitura e riposo. Quando la forchetta entra senza resistenza e i bordi sono leggermente dorati, spegni. Aggiungi erbe fresche, mescola e lascia riposare 2 minuti. Se vuoi un tocco deciso, spolvera di pecorino.
Due varianti che cambiano tutto
- Versione più tenera: cuoci coperto quasi sempre, fiamma medio-bassa, e aggiungi un goccio d’acqua quando serve.
- Versione più croccante: cuoci 5-6 minuti a fuoco più vivo, padella scoperta, spicchi sottili, pochi liquidi. Risultato più “abbrustolito”.
Come capire se sono perfetti (prima di servirli)
- Profumo erbaceo e pulito, senza note amare troppo aggressive.
- Carciofi morbidi dentro e appena dorati fuori.
- Condimento presente ma non pesante, l’olio deve avvolgere, non annegare.
E se ti viene voglia di approfondire l’ingrediente protagonista, basta pensare a quanto sia versatile il carciofo: oggi in padella, domani alla brace, dopodomani in un primo. Ma questa padellata, quando è fatta bene, resta una piccola certezza.




