C’è un momento preciso in cui capisci che stai facendo “la” pizza napoletana, quando l’impasto smette di appiccicarsi alle dita e diventa una massa viva, elastica, quasi respirasse. Non è magia, è metodo, e soprattutto è rispetto di pochi dettagli che cambiano tutto.
Perché questa pasta è diversa
La pasta per pizza napoletana in stile AVPN si regge su quattro pilastri: farina, acqua, sale marino e lievito. Niente zucchero, niente olio nell’impasto, niente scorciatoie. Il risultato, se segui tempi e temperature, è un disco leggero, con cornicione soffice e una struttura interna ben alveolata, grazie a una fermentazione lunga e controllata.
Ingredienti (per circa 10-12 pizze da 250-280 g)
- Acqua: 1 litro (a temperatura ambiente, idealmente 20-24°C)
- Farina tipo 00 o 0: 1,6-1,8 kg (consigliata forza W 270-320, con buon assorbimento)
- Sale marino: 40-60 g
- Lievito di birra fresco: 0,1-3 g (sì, così poco, è normale)
Nota pratica: la quantità di farina varia perché ogni farina “beve” in modo diverso. L’obiettivo è un impasto liscio, compatto, non secco e non colloso.
Metodo
Prepara la base liquida
Versa 1 litro di acqua in una ciotola capiente (o in impastatrice). Sciogli dentro il sale. Questo passaggio sembra banale, ma aiuta a distribuire il sapore in modo uniforme.Aggiungi una parte di farina
Unisci circa il 10% della farina e mescola fino a ottenere una cremina fluida, senza grumi. È un trucco semplice per partire “stabili”.Inserisci il lievito
Stempera il lievito fresco nella miscela. Se ti sembra incredibile usare 1 grammo o meno, pensa al lievito come a un accendino, non come alla legna: serve ad avviare, poi lavora il tempo.Impasta e arriva al “punto di pasta”
Aggiungi gradualmente il resto della farina. Impasta 15-20 minuti finché l’impasto risulta omogeneo, liscio e si stacca dalle pareti.
Indicazione utile: con queste proporzioni sei di solito in un’idratazione intorno al 60-65%, perfetta per una napoletana morbida ma gestibile.Prima lievitazione (massa)
Forma una palla, copri e lascia riposare a 24-30°C per 12-14 ore (se puoi spingerti a 24 ore, spesso la digeribilità migliora). L’impasto deve rilassarsi e crescere, non esplodere.Staglio (panetti) e seconda lievitazione
Dividi in panetti da 250-280 g. Pirlali con delicatezza, senza strappare. Mettili in una cassetta o contenitore leggermente infarinato, copri e lascia lievitare altre 4-6 ore.Stesura “solo mani”
Infarina leggermente il banco (anche con un po’ di semola). Schiaccia dal centro verso l’esterno, spingendo l’aria nel bordo. Centro sottile, cornicione naturale alto circa 1-2 cm. Evita il mattarello, perché “schiaccia” la vita dell’impasto.
Cottura: forno a legna e alternativa domestica
Nel mondo ideale cuoci a 430-480°C per 60-90 secondi. A casa, però, si può fare bene così:
- pietra refrattaria o steel ben preriscaldati
- forno al massimo (250-300°C) per 45-60 minuti di preriscaldamento
- pizza sulla pietra, poi eventuale passaggio sotto grill per colorare il cornicione
Tre segnali che sei sulla strada giusta
- L’impasto è elastico, non gommoso
- Il panetto si stende senza strapparsi e senza ritirarsi troppo
- In cottura il bordo “sboccia” e profuma di pane, non di lievito
Se vuoi la vera sensazione napoletana, il segreto non è aggiungere qualcosa, è togliere il superfluo e dare spazio a tempo, temperatura e gesti puliti. Una volta che lo provi, capisci perché questa ricetta fa scuola.




