Ti è mai capitato di chiudere la porta e, mentre scendi le scale, sentire già i primi guaiti o l’abbaio che rimbalza sul pianerottolo? A me sì, e la sensazione è sempre la stessa, un misto di colpa e preoccupazione. La verità è che molti cani non “fanno i capricci”, stanno comunicando disagio. E la buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, si può migliorare tanto con un piano semplice e costante.
Capire se è ansia da separazione o semplice noia
Due cani possono fare rumore per motivi completamente diversi. Distinguere il perché cambia tutto, perché cambia anche la soluzione.
- Ansia da separazione: il cane vive la tua assenza come un evento stressante. Spesso i comportamenti esplodono poco dopo che esci.
- Noia: il cane non sa come “riempire” il tempo. I segnali possono essere più diluiti nella giornata, legati a poca attività o a routine monotone.
Un trucco pratico? Se puoi, registra 20 o 30 minuti dopo la tua uscita. Capirai se l’agitazione parte subito (più tipico dell’ansia) o se arriva a ondate.
I sintomi più comuni da riconoscere (senza sottovalutarli)
Alcuni segnali sono evidenti, altri più subdoli. Ecco quelli che meritano attenzione:
- Comportamenti distruttivi: mordere mobili, grattare porte, scavare, distruggere oggetti. Di solito peggiorano quando è solo.
- Vocalizzazioni: abbaiare, piangere, ululare, lamentarsi senza un motivo apparente.
- Segni fisici: perdita di appetito, ansimare, sbavare, leccarsi in modo ossessivo, disturbi intestinali o urinari (pipì in casa, colite da stress).
- Indicatori “relazionali”: ti segue ovunque, diventa appiccicoso quando rientri, fatica a calmarsi, oppure appare spento e apatico.
Se noti più segnali insieme, soprattutto quelli fisici, vale la pena intervenire presto, perché lo stress tende a consolidarsi.
Cosa fare subito, le prime mosse che funzionano davvero
Qui non servono gesti eroici. Serve una strategia ripetibile.
Scarico fisico prima di uscire
Una passeggiata energica, annusate lunghe, qualche esercizio semplice (seduto, resta, ricerca di bocconcini). Un cane “appagato” ha più probabilità di rilassarsi e dormire.Routine prevedibile, senza scene
Evita saluti drammatici in uscita e in rientro. L’obiettivo è far passare il messaggio che andarsene e tornare è normale. Anche piccoli segnali, come chiavi e giacca, possono diventare “campanelli d’allarme”, quindi prova a prenderli ogni tanto senza uscire.Abituazione graduale alle assenze
Parti da micro assenze (anche 30 secondi), poi 2 minuti, poi 5, aumentando solo quando il cane resta tranquillo. È un lavoro da orologiaio, ma è quello che costruisce sicurezza.
Stimolazione mentale: l’antidoto alla noia (e un aiuto anche per l’ansia)
Quando un cane ha qualcosa da fare, il tempo cambia sapore. Non parlo di riempire la casa di giochi a caso, ma di proporre attività “con uno scopo”.
- Giochi di problem solving con crocchette nascoste
- Tappeti olfattivi e ricerche in casa
- Giochi interattivi e masticazioni sicure (scelte con criterio)
Queste attività non “distraggono e basta”, aiutano a regolare l’emotività. È un concetto molto studiato in etologia, e si vede, un cane impegnato mentalmente è spesso un cane più sereno.
Un ambiente che tranquillizza (senza trasformare casa in una trappola)
Prepara una zona riposante, con cuccia, acqua, un odore familiare (una tua maglietta), e riduci stimoli che possono accendere l’allarme (finestre su strada trafficata, rumori improvvisi). In alcuni casi aiuta lasciare un sottofondo leggero, purché non diventi l’unica “stampella”.
Quando serve un professionista (e perché è un atto d’amore)
Se il cane si fa male tentando di uscire, se i disturbi intestinali sono frequenti, se la distruzione è intensa, o se dopo alcune settimane di lavoro graduale non vedi miglioramenti, è il momento giusto per chiedere aiuto. Un veterinario può escludere cause mediche, e un veterinario comportamentalista può costruire un percorso personalizzato.
Alla fine, la domanda non è “come faccio a farlo stare zitto”, ma “come faccio a farlo sentire al sicuro”. Quando cambi questa prospettiva, il cane lo percepisce, e la solitudine smette lentamente di essere un problema e diventa solo una parte normale della giornata.




