Ti sarà capitato di leggere, magari di sfuggita, che “torna il bonus occhiali nel 2026” e di pensare, finalmente. Poi vai a cercare informazioni concrete e ti ritrovi in un labirinto di cifre, requisiti e procedure che sembrano uguali ovunque, ma non portano da nessuna parte. Ecco il punto, oggi la promessa gira molto, la conferma ufficiale molto meno.
Bonus occhiali 2026, cosa c’è davvero (e cosa no)
Ad oggi il cosiddetto Bonus occhiali 2026 non risulta confermato come misura attiva o rinnovata con canali ufficiali. Quello che spesso trovi online, in pratica, è il “copia e incolla” del vecchio Bonus vista del triennio 2021-2023, finanziato per un periodo limitato e concluso senza proroghe automatiche note per il 2026.
Il segnale più semplice per capirlo è questo: non esiste una piattaforma attiva dedicata, né un calendario ufficiale di riapertura, né una comunicazione istituzionale che stabilisca requisiti, importo e modalità per il 2026. Quando una misura è operativa, di solito lascia tracce nette (decreti, istruzioni, portali, FAQ), qui invece ci sono soprattutto ricostruzioni e informazioni tra loro contraddittorie.
Il “bonus” che tutti citano, com’era nel 2021-2023
Per orientarti davvero, conviene fissare i paletti della misura passata, quella reale, che viene riproposta come se fosse attuale.
I requisiti più citati (e più coerenti tra le fonti) erano:
- Residenza in Italia, con documento d’identità valido.
- Soglia ISEE spesso indicata sotto i 10.000 euro (in alcune ricostruzioni si legge 15.000, in altre addirittura nessun limite, ed è proprio qui che iniziano le discrepanze).
- Prescrizione medica che attestasse un difetto visivo, per occhiali da vista o lenti a contatto.
- Una tantum, in genere una sola richiesta per persona (con varianti sull’età, alcune versioni parlavano di minori, over 65, oppure estensione ai familiari idonei).
E il valore? Quasi sempre lo stesso: 50 euro a persona.
Importo e forma dell’aiuto, voucher o rimborso
Nel bonus precedente il contributo era pari a 50 euro e poteva arrivare in due modi:
- Voucher da usare presso ottici aderenti, con una finestra di utilizzo breve (spesso indicata in 30 giorni).
- Rimborso per acquisti già effettuati, presentando la documentazione richiesta.
Un dettaglio fondamentale, spesso sottovalutato: l’erogazione era fino a esaurimento fondi. Quindi contavano molto tempi, click day e disponibilità residua.
Come “si otteneva”, la procedura che oggi viene riciclata
Qui vale una regola pratica: se leggi “basta fare domanda sulla piattaforma”, ma la piattaforma non esiste o non è raggiungibile, non stai leggendo un’informazione aggiornata.
Nel triennio passato, la procedura veniva descritta così:
- Domanda online su portale dedicato (area INPS o piattaforma governativa, a seconda delle istruzioni dell’epoca).
- Allegati o dati come prescrizione, eventuale attestazione ISEE, IBAN per il rimborso, fattura o scontrino per gli acquisti già fatti.
- Emissione del voucher dopo approvazione, spendibile entro un termine, oppure avvio della pratica di rimborso.
Alcune versioni semplificate parlavano di richiesta diretta all’ottico, ma non è un elemento stabile né verificabile come regola generale per il 2026.
Perché trovi numeri diversi (10.000, 15.000, nessun limite)
Quando una misura non è stata rinnovata, succede una cosa molto “umana”: si cercano appigli nel passato. E così circolano tre interpretazioni in parallelo:
- chi ripete il requisito più comune (ISEE sotto 10.000),
- chi lo modifica (15.000) per “aggiornare” la notizia,
- chi elimina l’ISEE per renderla più allettante.
Il risultato è una narrazione seducente, ma instabile.
Come verificare davvero, senza perdere tempo
Se vuoi controllare in modo serio eventuali novità 2026, ti consiglio di tenere d’occhio solo canali istituzionali:
- Ministero della Salute, per comunicazioni e iniziative sanitarie.
- INPS, se viene attivata una procedura di domanda o rimborso.
- Gazzetta Ufficiale, se esce una norma che rifinanzia e riapre la misura.
Nel frattempo, se il tuo obiettivo è risparmiare su occhiali o lenti, valuta anche strade “sempre verdi”, come le detrazioni fiscali per spese sanitarie quando previste (con documentazione corretta e requisiti di legge).
La conclusione, semplice ma utile: nel 2026, oggi, il “bonus occhiali” è più una voce che una misura. Se verrà rifinanziato, lo saprai perché compariranno regole chiare, un portale attivo e istruzioni ufficiali, tutto il resto è solo rumore.


